Seguici su

Esplora contenuti correlati

16/06/2021

visualizza su facebook visualizza su twitter visualizza su twitter


Formazione e lavoro, investire sui dottorati innovativi con caratterizzazione industriale per vincere le sfide del futuro

Un resoconto dell'evento sul futuro dell'Europa in cui si è discusso sulla misura del PON Ricerca e Innovazione - Online la registrazione

Evento 10 giugno (ragazza di spalle)


Formazione e lavoro sono un binomio imprescindibile se vogliamo proiettarci nel futuro e vincere le sfide della transizione ecologica e digitale. Scuole e università devono diventare sempre di più degli ecosistemi in grado di connettere lo studente in un ambiente interdisciplinare, ricco di rapporti e collaborazioni che lo proiettano già in una dimensione di specializzazione professionale. A tal proposito l’iniziativa dei “Dottorati innovativi con caratterizzazione industriale” lanciata dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PON Ricerca e Innovazione 2014-2020 è un’esperienza di grande successo che è riuscita a realizzare nel concreto questo binomio, caratterizzando il percorso universitario in senso industriale, con un’impronta significativa di innovazione. L’Europa è pronta a proseguire in questa direzione, continuando ad investire risorse su questa misura.

Questo è il messaggio emerso dall’evento “Formazione, Innovazione e Lavoro: un incontro indispensabile - Il futuro dell’Europa comincia da qui”, organizzato dal Centro di Documentazione Europea dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, in collaborazione con il PON Ricerca e Innovazione 2014-2020, nell’ambito della Conferenza sul futuro dell’Europa.
A moderare il dibattito la giornalista di Rai Radio 1 Arianna Voto, esperta di parità di genere, empowerment femminile e inclusione sociale.

“L’evento di oggi – ha esordito Paolo EspositoDirettore dell’Agenzia per la coesione territoriale - è destinato ad affrontare temi di grande rilievo sulla formazione universitaria e sui vantaggi che essa offre nell'ottica di eliminare il divario territoriale di giustizia sociale e garantire a tutti l’accesso all'istruzione. Le istituzioni europee ci spingono in questo momento storico così difficile ad essere coraggiosi e a intraprendere la strada dell'innovazione senza tabù, per immaginare un nuovo futuro dell'Europa che tenga conto delle istanze soprattutto dei più giovani che saranno i primi beneficiari di questo processo di riforma”.

Antonio Di Donato, Autorità di gestione del PON Ricerca e Innovazione 2014-2020, con l’auspicio di poter fornire un contributo al dibattito sul futuro dell’Europa con nuove idee su giovani e innovazione, ha sottolineato il successo dell’esperienza, del tutto nuova nel panorama nazionale, dei “Dottorati Innovativi con caratterizzazione industriale” attivata dal Programma nell’ambito dell’Asse I dedicato agli Investimenti in Capitale umano. “Fin dalla prima edizione, partita con l’anno accademico 2016-2017, si è sperimentata una nuova modalità di collaborazione tra il mondo accademico e quello imprenditoriale che ha coinvolto anche soggetti internazionali di eccellenza e ha permesso ai dottorandi di entrare in contatto con le dinamiche aziendali e di connotare, in senso industriale, i propri percorsi di ricerca. La misura – ha aggiunto Di Donato - è già alla sua quinta edizione e, per dare alcuni numeri, ad oggi risultano attivate oltre 1000 borse di dottorato per un finanziamento complessivo di 90 milioni di euro, con il coinvolgimento di 24 università italiane, oltre 600 imprese e 650 enti stranieri. Nell’ambito del PNRR è stato previsto uno stanziamento ulteriore di circa 60 milioni di euro per attivare iniziative del genere, a testimoniare la volontà dell’Italia e dell’Europa di continuare in questa direzione”.

“Il dibattito di oggi affronta le due maggiori sfide che abbiamo di fronte per superare l’emergenza sanitaria, ovvero il rilancio dell’Europa e lo strumento del Next generation EU – ha dichiarato Luca Perego, Capo Unità della Direzione Generale Educazione, Gioventù, Sport della Commissione europea - La politica europea deve fornire risposte inclusive ai compiti che la nostra generazione è chiamata a realizzare, ossia compiere la transizione verde e quella digitale, rafforzando la resilienza dell'Europa. E’ il momento di investire su politiche che rivendichino la centralità della persona, e che sappiano fornire spunti per la crescita individuale e sociale delle nostre comunità – ha aggiunto Perego - L'istruzione e la formazione sono centrali per adempiere a questo compito, sono cruciali per supportare lo sviluppo e la diffusione delle competenze fondamentali ad affrontare il nuovo mercato del lavoro e sostenere la coesione sociale ed economica in questo periodo di crisi legato al Covid”. Dalle prime analisi sui piani nazionali per il Recovery and Resilience Facility, già ricevuto dalla Commissione europea, emerge che più di 55 miliardi di euro saranno investiti in istruzione e sviluppo delle competenze, pari a circa l'11% del budget totale. Si tratta di un volume di investimento senza precedenti, pari al doppio del budget del programma Erasmus e superiore del 66% alla spesa per ricerca e innovazione dei fondi strutturali per il periodo 2014-2020. Siamo, quindi, di fronte ad un'opportunità davvero importante, che dobbiamo sfruttare bene”.

L'incontro è proseguito  con l'intervento di Francesca Galli, dirigente della Direzione Generale della Ricerca del Ministero dell’Università e della Ricerca, che ha descritto nel dettaglio la misura dei “Dottorati Innovativi con caratterizzazione industriale”, ricordando che “punta a rafforzare il sistema dell’alta formazione e della specializzazione post laurea di livello dottorale, in coerenza con i fabbisogni del sistema produttivo nazionale e in linea con le traiettorie di sviluppo identificate dal Governo nell'ambito della Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente 2014/2020, che pone particolare attenzione ai bisogni relativi alle tecnologie di trasformazione e manifacturing dell'industria 4.0 e alle competenze nel settore dei big data”. “L’iniziativa prevede il finanziamento di borse di dottorato di durata triennale, cofinanziate dal Fondo sociale europeo, aggiuntive rispetto a quelle già finanziate dalle Università statali e non statali con sede nelle Regioni interessate dal Programma che sono Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna. C'è, inoltre, una fortissima valorizzazione della mobilità, non solo perché è previsto un periodo di ricerca dai 6 ai 18 mesi da fare all'estero, ma anche in termini di attrattività, dato che un'importantissima percentuale di dottorati finanziati attraverso il PON Ricerca provengono dall'estero. Ribadisco l’importanza della nuova modalità di collaborazione con il mondo delle imprese che diventano parte attiva nel percorso di dottorato e contribuiscono a caratterizzarlo in senso industriale. Un’altra importante novità della misura – ha aggiunto Galli - riguarda l’inserimento del costo standard che rende molto più semplice il sistema di rendicontazione e riduce gli oneri amministrativi”. 

Alessio Cavicchi, esperto esterno del MUR, ha spiegato che “svolgere un dottorato con uno sguardo esterno rispetto al mondo accademico è utile anche per porsi delle domande di ricerca originali. Questo comporta che il numero di pubblicazioni scientifiche sia talvolta maggiore rispetto ai dottorati tradizionali, sia perché ci sono più domande di ricerca che partono da problemi reali, ad esempio in ambito industriale, sia perché si instaura una maggiore collaborazione tra ricercatori accademici e ricercatori che lavorano nel mondo delle imprese”. Cavicchi ha illustrato i risultati emersi da un primo protocollo di valutazione dell’iniziativa, condotta in alcune delle università coinvolte. Interessanti gli spunti sulla ricchezza, in termini di esperienza, riportata dalla maggior parte degli studenti che hanno partecipato all'iniziativa e che si sono ritrovati con un importante bagaglio di competenze da poter spendere nel mondo del lavoro. “Eventi come quello di oggi – ha concluso Cavicchi - sono importanti per fare rete e capire cosa fanno gli altri, e hanno un grande valore per dare continuità a questo tipo di percorsi".

All’evento hanno partecipato due dottori di ricerca, Marina Zingaro dell’Università di Bari e Raffaella Catalano dell’Università di Catanzaro, e Maria Rita Citeroni, PhD Student dell’Università di Teramo, che hanno raccontato la loro esperienza diretta nell’ambito dei Dottorati innovativi con caratterizzazione industriale.

Dopo aver partecipato all’evento annuale 2017 del PON, quando aveva appena iniziato il suo percorso, Marina Zingaro ha raccontato come si è concluso il suo dottorato sulle geoscienze: “La possibilità di collaborare in un ambiente interdisciplinari ha permesso di avere un approccio integrato al fenomeno alluvionale, applicato ad emergenze oggi sempre più urgenti, sfruttando al massimo la complementarietà degli strumenti di osservazione. Abbiamo sviluppato una serie di mappe di suscettibilità e pericolosità alluvionale che, grazie alla collaborazione con il mondo imprenditoriale, hanno permesso di raggiungere risultati scientificamente avanzati con importanti ricadute sul territorio pugliese che sta puntando molto sul tema dell’Aerospazio”.

Maria Rita Citeroni ha descritto il suo progetto di dottorato in medicina rigenerativa del tendine che punta a curare le tendinopatie, di cui sono afflitti soprattutto gli atleti e gli anziani, sfruttando l’utilizzo di cellule staminali con una forte capacità di indurre rigenerazione. “Grazie alla collaborazione con l’Università di Keele abbiamo sviluppato dei secretomi teno-rigenerativi, derivati delle cellule staminali, da poter inserire già sul mercato”. Citeroni ha sottolineato il grande valore aggiunto dell’esperienza vissuta e dei rapporti umani e professionali che questa le ha permesso di creare”.

Con il suo progetto in “Identificazione e chemocatalogazione di farmaci con attività multi-target”, Raffaella Catalano ha fatto un’esperienza presso la start-up innovativa Molecular Horizon, grazie alla quale ha avuto modo di “conoscere il mondo della ricerca aziendale che ha ritmi e caratteristiche diverse da quello delle università ed è molto stimolante”. “Ho trascorso, inoltre, 10 mesi presso il laboratorio dell’Università di Vienna dove ho potuto mettere a frutto le skills sviluppate in azienda. Esperienze del genere permettono di fare network e di avere un rapporto vantaggioso da entrambe le parti, con l’università che può beneficiare di uno scambio proficuo di competenze e l’impresa che può puntare su nuove energie. La contaminazione di formazione, ricerca e impresa rappresenta un grande investimento sul futuro”.

L’altro tema fondamentale per creare opportunità occupazionali e sostenere politiche attive del lavoro è quello di incentivare il lavoro delle donne che ancora oggi incontra forti ostacoli.

“Dobbiamo sviluppare modelli di sviluppo sostenibili e inclusivi partendo dal presupposto che le donne non devono essere semplicemente incluse, ma diventare attive per il rilancio del mondo del lavoro", ha affermato Isa Maggi, coordinatrice degli Stati generali delle donne. Una variabile positiva riguarda l’imprenditoria femminile, in crescita dal 2008: le imprese femminili, che sono il 22% del totale, hanno un forte potere rigenerativo ed hanno contributo in modo significativo alla ripresa delle imprese, anche nei settori innovativi, con un’intensità maggiore di quella degli uomini. Purtroppo il Covid le ha messe a dura prova e si sono perse circa 10mila realtà imprenditoriali femminili.

A tal proposito Chiara Davalli dell’European Business Innovation Centre Network ha sottolineato l’importanza di offrire servizi agli incubatori di impresa. “Da anni EBN, che conta oltre 175 organizzazioni in tutta Europa, supporta ogni anno 25mila aziende a creare lavoro e occasioni di sviluppo per i territori. Nel 2019 i nostri membri hanno contribuito a creare 4300 imprese con un tasso di vita molto alto e quasi 20mila posti di lavoro. L’Europa deve contribuire a far in modo che le imprese possano avere un impatto sulle nuove sfide sociali e ambientali, non lasciando indietro nessuno perché tutti hanno il diritto ad essere imprenditori”.
A proposito di donne e giovani che fanno impresa, l'incontro si è concluso con alcune interessanti esperienze legate alle nuove tecnologie e all'ambiente. 

 

Risorse e approfondimenti

  • Programma evento Conferenza sul futuro dell'Europa 10 giugno 2021 - 07/06/2021

    PDF

  • Presentazione Alessio Cavicchi, Esperto PON Ricerca e Innovazione - MUR - 16/06/2021

    PDF

  • Presentazione Marina Zingaro, Università degli Studi di Bari - 16/06/2021

    PDF

  • Presentazione Raffaella Catalano, Università degli Studi di Catanzaro - 16/06/2021

    PDF

torna all'inizio del contenuto